Constatazione dei fatti

Sono un IDIOTA.

Vado alla Feltrinelli perché mi ero rotto di stare a casa tutto il giorno, e siccome i libri sono quasi sempre meglio delle persone decido di rintanarmi nel mio tempio sacro.

Verso la fine del mio viaggio noto due ragazzi. Senza tanti giri di parole, mi sanno della parrocchia. Ma parecchio. Uno ha un libro in mano che non conosco. Vengo a sapere che c’è la presentazione di un libro a breve. Controllo nella brochure: è lo stesso libro che aveva il ragazzo in mano. Ma non conosco l’autore (che poi, scoprirò, mi è passato davanti con completo attillato e un culo da figodellamadonna qual era). E nella brochure c’è scritto poco e niente sul libro. Insomma esco. Nonostante mi sembra di intravedere qualche altro parrocchiano, ma forse è solo la sindrome da gay.tv che mi gioca brutti scherzi. Mi incammino verso casa. E vedo – mi sembra di vedere – altri parrocchiani, tutti che vanno in direzione della libreria.

*Porcatroiaputtanabaldraccazoccolamignottabattistrada*, penso. Vuoi vedere che la libreria era piena di froci e io sono uscito?

Risposta: sì, era proprio così.

Devo aver davvero fatto del male a molte persone in un’altra vita per essere così idiota.

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Just Thinking

STRANO. Come mi sento da un po’. Scriverò pezzi random, visto che mi vengono in mente diecimila cose, non necessariamente collegate fra loro. E questo non mi aiuta. Ma comunque.

*Dubbi sull’università. Come se non ne avessi mai avuti. Nella fattispecie, dubbi sul futuro. Forse ho capito cosa mi piacerebbe fare, ma quello che sto studiando non sarebbe propriamente indicato… Dubbi, dubbi, dubbi. Nulla di nuovo.

*Dubbi su me stesso. Ci sono tanti aspetti di me da cambiare che non so da dove iniziare. Dovrei iniziare ad essere più sicuro di me, ad essere indipendente, a riuscire a non fare sempre affidamento sugli altri. Dovrei essere più deciso. Dovrei avere un po’ più di coraggio. Ma di quello non ne ho mai avuto troppo.

*Riguardo anche al punto precedente: riflessioni semiserie sulla mia non vita amorosa. Odio il fatto di non essermi mai preso nemmeno una cotta, temo di avere troppe aspettative e di essere troppo esigente, con la conseguenza che 40 anni vergine probabilmente non rimarrà solo il titolo di un film, per me. Per non diventare nevrotico ho sfoghi frocissimi di vario tipo, ad esempio il manga di Sailor Moon o telefilm teen-drama che mi fanno dimenticare per un po’ il mio deserto sentimentale.

*Riflessioni su BO: mi piace stare qui, avevo bisogno di cambiare aria. Le ragazze che ho conosciuto sono veri tesori. Ogni tanto però non posso fare a meno di sentirmi solo. Ma “solo” non nel senso di abbandonato o dimenticato… Il fatto è che con i miei amici storici ormai c’è un’intesa altissima, e adesso in ogni situazione in cui non ritrovo un’intesa simile mi trova un po’ disorientato… So che ci vuole tempo, ma insomma, per quanto mi riguarda passo un po’ troppe serate a cenare da solo e cazzeggiare per le ore successive davanti al computer.

Fine, più o meno.