Spinning Around

E’ dura dover riconoscere di aver sprecato un anno. Oddio, forse sprecato non è la parola giusta, perché se non altro è servito a qualcosa: farmi aprire gli occhi, almeno un po’ più di prima.

Ricominciare non significa solo cambiare corso di laurea (da uno con possibilità di impiego pari allo 0,0001% a uno con possibilità dello 0,001%). Significa prima di tutto avere a che fare con persone nuove, e dunque dover affrontare nuovamente il “problema” della socializzazione. Ricominciare significherà anche impegnarsi, oltre che in questo, anche nel raggiungimento degli obiettivi che mi propongo, di qualunque portata essi siano. Perché al riguardo sono stato un anno con le mani in mano a non fare altro che lamentarmi.

Ricominciare sarà difficile, perché tra i tanti io ho un enorme difetto: quello di non parlare, e dunque di non saper chiedere favori o aiuto. Sarà perché fin’ora non ho fatto altro che stare in silenzio ad ascoltare parlare gli altri, ma è da un po’ che non sono più abituato a aprirmi completamente a qualcuno, già faccio fatica con i miei amici, figurarsi con i miei genitori, a cui mi sembra continuamente di infliggere dispiaceri. (E’ forse anche l’apparente senzazione di sollievo di questi sfoghi che mi spinge a scrivere qui).

Propositi per il nuovo anno accademico: avere un po’ più di palle, chiedere aiuto se necessario, sorridere (ma non fare buon viso a cattivo gioco).

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EuroPride 2011: Mille modi per dire Amore

Non avevo metri di paragone perché il Roma EuroPride 2011 è stato il primo Gay Pride a cui ho partecipato. Una volta superato lo scoglio di doverlo dire ai miei (solito finto disinteresse) e di organizzare la trasferta, sono partito con un amico. Lì si sono aggiunti un’amica compagna di corso del mio amico e un amico dell’amica – AIUTO. Insomma il nucleo originario era di quattro persone.

Nel luogo di concentramento (ritrovo) ho fatto un salutino a Sasi. Non prima di essermi munito di Raimbow Pin e aver realizzato di essere circondato da froci, ben più di quelli che avevo visto al concerto di Kylie. Il bello è che non c’erano solo froce depilate e tirate a lucido, ma anche e soprattutto persone dall’aspetto più – diciamo così – ordinario, per non parlare delle coppie (che rimangono tenere pur avendomi fatto montare un sacco di gelosia >__<). Mentre parlavo con i miei amici mi ha avvicinato anche un ragazzo di un forum che frequento, che mi ha riconosciuto da una foto trovata in internet e che ci ha fatto compagnia per tutta la parata =)

Iniziato il corteo ci siamo subito messi in marcia, e non sapendo di dover scegliere un carro e piazzarcisi dietro siamo andati un po’ come ci è parso, uscendo dal flusso quando ci pareva eccessivamente opprimente e fermandoci quando lo ritenevamo necessario. Ho fatto un po’ di foto, ma la maggior parte sono venute in controluce e sono più che altro della folla.

Il Colosseo come sfondo di bandiere arcobaleno svettanti è uno spettacolo favoloso, così come le vie del centro di Roma piena di uomini, donne, adulti, anziani, bambini, che per un pomeriggio hanno potuto dimenticare le “differenze” e le etichette indentitarie in cui troppo spesso ci releghiamo. Risate, balli, musica e festa: vorrei sapere cosa c’è di male.

Ho amato molto che non fosse una manifestazione politica in sé: ovviamente erano presenti carri/bandiere/rappresentanti di diversi partiti, ma tutta la parata non era altro che l’espressione di un unico desiderio comune: quello di poter essere se stessi ed avere diritti uguali per tutti.
Tanto di cappello a Lady Gaga che ha dedicato gran parte del suo tempo al discorso e non ha trasformato l’intero evento in un suo concerto. Odiosa e immatura invece la folla di froce, che a un certo punto ha smesso di applaudire al suo discorso perché non aspettava altro che lei cantasse. Ma questa era l’unica pecca.

E’ stato un pomeriggio di sorrisi, musica, divertimento, rispetto, umanità, voglia di vivere e amore.

[Altre foto, per nulla artistiche ma accontentiamoci —> QUI]